Gdc 6,33-40; Sal 19; Lc 10,1b-7a Li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! (Lc 10,1b-3) In questo nostro oggi per alcuni segnato dalla partenza verso luoghi lontani dalla quotidianità, ci viene narrato l’invio dei settantadue discepoli da parte di Gesù; settantadue perché nella versione greca dei LXX tanti sono i popoli della terra (Gn 10) e ciascuno deve essere raggiunto dalla buona notizia del Regno di Dio. Nel bagaglio degli inviati, leggero per non appesantire il cammino e perché si parte affidati a colui che manda e a coloro che accoglieranno, non può mancare una cosa essenziale: la parola della pace. Quella pace che sulla bocca degli angeli ha segnato la nascita di Gesù sulla terra, ora sulla bocca del discepoli annuncia la sua nascita nella vita di chi lo accoglie. E’ il dono legato all’avvento del Messia: la missione pericolosa dei discepoli, agnelli fra i lupi, ha come orizzonte questa promessa. E’ il dono del Risorto e dello Spirito che, ricevuto e custodito, deve essere trasmesso a tutti e prima di tutto. Preghiamo col Salmo Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato; gli risponde dal suo cielo santo con la forza vittoriosa della sua destra.

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