Il lieto annuncio della Pasqua.
Un’urgenza che impegna definitivamente la nostra vita

«La Parola e lo Spirito ci consegnano l’icona di quelle benedette donne che il mattino di Pasqua si recano al sepolcro per prendersi cura del corpo di Gesù. Quel giorno il Signore Risorto affida loro la cura premurosa del suo corpo che è della Chiesa.
"Venite a vedere il luogo dove era deposto”. La nostra vocazione nasce presso il sepolcro vuoto, che interroga la fede e la vita. Qui comprendiamo che quel Gesù che ci ha amate, guarite, raccolte, salvate… ora è da cercare e da amare nella sua Chiesa: là lo vedrete.
“Andate a dire” èl’urgenza che impegna definitivamente la nostra vita. Il grido gioioso della Risurrezione di Gesù, vivo e presente, è buona notizia per noi e testimonianza da portare presto alla storia degli uomini e delle donne, perché questa storia sia, per tutti, luogo di salvezza e di santità»
(Statuto 7).

Le Ausiliarie Diocesane mettono la propria vita e la propria fede al servizio della missione apostolica della Chiesa diocesana che è in Milano .

Evangelizzare è per loro la grazia e la vocazione a cui si dedicano, è la loro identità più profonda.
A questo scopo raccolgono la loro vita attorno ai consigli evangelici con il voto di castità, povertà e obbedienza che emettono nelle mani dell’Arcivescovo, il quale è anche il Superiore dell’Istituto.

Testimoniano nella loro vita comunitaria il segno di quella fraternità ecclesiale che condivide gioie e fatiche per il Regno di Dio.
Come le donne della resurrezione proclamano Gesù vivo e presente nella storia umana e operano perché questa storia sia, per tutti, luogo di salvezza e di santità. La loro vocazione è contemporaneamente e inscindibilmente orientata alla “vita consacrata” che accolgono come dono ecclesiale e alla “dedicazione a vita” alla edificazione della Chiesa.
( cfr. Statuto delle Ausiliarie Diocesane – approvato il 12/4/98)

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