Nel solenne Pontificale in Duomo per la ricorrenza del copatrono, il cardinale Tettamanzi, i vescovi della Lombardia, 250 sacerdoti e 5000 fedeli da tutta la Diocesi hanno reso omaggio al vescovo santo. L'Arcivescovo, durante l'omelia, ha reso noto il testo della lettera inviata dal Papa in occasione del IV centenario della canonizzazione del Borromeo

di Francesca LOZITO
Redazione

«Con San Carlo sulla strada della santità»

Un Duomo gremito, tanti fedeli da ogni parte della Diocesi che hanno voluto prendere parte al Pontificale per il vescovo santo. E a guardarlo, il Duomo, questa sera si è avuta proprio la sensazione che San Carlo Borromeo parli ancora tanto al cuore di tutti gli ambrosiani.
Cinquemila fedeli, gente semplice come religiosi e religiose, le confraternite, quella di San Carlo e quella del Santo Sepolcro, tutti partecipi e attenti durante la celebrazione. In prima fila le autorità, il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà e il presidente della Regione Roberto Formigoni. A testimoniare che la ricorrenza del grande santo è sentita anche dalla comunità civile. Alla fine della celebrazione, Formigoni ha poi dichiarato che «San Carlo è una figura straordinaria di tutta la Chiesa universale, di grandissima forza e grandissima carità».
E poi i duecentocinquanta sacerdoti che hanno concelebrato, i seminaristi, volti del futuro della Diocesi. E i venti vescovi di Lombardia, perché l’attaccamento a San Carlo travalica i confini ambrosiani. E anche quelli della regione, vista la presenza del vescovo di Lugano, monsignor Pier Giacomo Grampa.
Il cardinale Tettamanzi ha chiesto ai concelebranti di essere anima delle comunità, per raggiungere quella «santità di popolo» cara proprio a San Carlo. Un saluto è stato rivolto al cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito, nel giorno del suo onomastico «che – ha detto Tettamanzi – offre le prove di salute per la santità della Chiesa».
Tutti assieme per l’uomo che amò la Chiesa in tempi difficili, che non la lasciò sola nemmeno nei giorni di un dramma come quello della peste. L’urna con le reliquie del Santo sull’altare di San Giovanni Bono, portata lì tre giorni fa durante il Pontificale di Ognissanti (e vi rimarranno fino alla fine di luglio), è incessantemente visitata da persone che pregano, anche durante la celebrazione. Come al termine, quando tutti i concelebranti hanno reso omaggio e da lì il Cardinale ha impartito la benedizione finale.
Durante l’omelia Tettamanzi ha letto il messaggio che, in occasione dal quarto centenario dalla canonizzazione, ha inviato il Papa Benedetto XVI, Lumen caritatis. Una luce della carità, per tutta la Chiesa, è stato San Carlo, che il Papa invita i giovani a conoscere e ad apprezzare proprio per mettersi sul cammino della santità, seguendo la strada da lui tracciata.

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