Il 14 e 15 giugno, presso il Centro Pastorale di Seveso, si è tenuto l’incontro annuale per gli incaricati diocesani della formazione permanente

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43 sacerdoti da 19 Diocesi del Nord Italia hanno partecipato quest’anno all’incontro annuale tenutosi presso il Centro Pastorale di Seveso per gli incaricati diocesani della formazione permanente.

Da Alessandria a Belluno-Feltre, da Bologna a Bolzano-Bressanone, rappresentando le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, ci si è ritrovati per confrontarci sul lavoro di accompagnamento e formazione dei preti.

Le testimonianze di tre sacerdoti di tre età diverse hanno aperto i lavori che si sono concentrati sulla “questione integenerazionale nel presbiterio”. Molte fatiche infatti si registrano nel dialogo e nella collaborazione tra preti di generazioni diverse… ma molte opportunità sono contenute in un reale confronto tra preti distanti per età e per anni di ministero.

Tutti passiamo dalle diverse età della vita e, anche tra preti, si è prima figli, poi fratelli, poi padri e anche nonni, rispetto ad altri sacerdoti.

Il vero punto delicato è l’immagine di ministero che ognuno di noi porta in sé: essa è segnata dalla formazione ricevuta e dall’esperienza vissuta. Ma, a ben vedere, tutti oggi siamo riportati allo stesso punto: ridisegnare un’immagine di prete che non può non cambiare di fronte al mondo moderno.

Così dopo cena ci si è confrontati a gruppi per far emergere l’esperienza personale e anche tutta la ricchezza che riceve chi, per incarico diocesano, si occupa dell’accompagnamento e della formazione dei preti (giovani e meno giovani).

Il vescovo S.E. Mons. Antonio Napolioni – vescovo di Cremona – ha tenuto, nella mattina seguente, un’ampia relazione sull’intergenerazionalità nel presbiterio, attingendo alla sapienza biblica, all’esperienza di presbitero e vescovo, alle competenze psicologiche e alla prassi ecclesiale.

Dopo un ricco confronto, a cui ha partecipato anche il nostro Arcivescovo S.E. Mons. Mario Delpini, ci si è lasciati con alcuni punti fermi e anche alcuni compiti:

  • il dialogo tra le generazioni dei preti è faticoso, non spontaneo, ma assolutamente importante e fecondo;
  • la missione pastorale è sempre opera del presbiterio e non solo dei singoli preti;
  • la formazione dei preti deve passare sempre di più da momenti in cui le diverse età del clero si trovano a dialogare insieme, imparando a raccontare ognuno di sé;
  • sono da incentivare forme di condivisione della vita tra preti di generazioni diverse;
  • tali esperienze di vita condivisa sono da accompagnare con cura, perché il processo non si arresti davanti alle inevitabili diversità e iniziali incomprensioni.

Contenti, dopo un lavoro intenso, ma anche piacevole, ci si è dati appuntamento per l’anno prossimo. Il lavoro comune tra la Diocesi è una ricchezza da non smarrire, anzi da allargare anche a quelle realtà che non sono riuscite a partecipare.

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