Un dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico. Una suggestiva mostra di arte contemporanea si snoderà per un mese tra le sale del Museo della Collegiata. Inaugurazione venerdì 16 settembre, ore 21

Gaigher castiglione olona

Il Museo della Collegiata si apre all’arte contemporanea. Lo fa con una mostra-evento a carattere monografico, dedicata allo scultore Giuliano Gaigher.

Le opere dell’artista nato a Treviglio, che vanta oltre vent’anni di carriera e numerose esposizioni in Italia e nel mondo, hanno un pronunciato contenuto filosofico e religioso. Specializzato nella modellazione del vetro, trattato con una straordinaria varietà espressiva, Gaigher lo utilizza spesso a contrasto con altri materiali. L’oro, spesso presente nelle sue opere, contribuisce a rendere le sue sculture preziose e raffinate, ma anche a ricordare il contatto con il divino, così come nell’arte gotica la luce del vetro e la preziosità dei materiali avevano la funzione di stimolare nel devoto l’elevazione verso il sacro.

Un materiale di uso quotidiano come il vetro assume nelle sue opere un fascino senza tempo, subendo infinite metamorfosi: filiforme e fragile in alcune sculture, si fa altrove compatto e massiccio; trasparente e soggetto all’interazione con la luce, diventa altrove opaco, colorato, spesso. In tutti i casi le sculture richiedono una forte interazione con l’osservatore, che è chiamato a giocare un ruolo sempre attivo. Se titoli e forma delle opere indicano un percorso di fruizione, grande spazio viene lasciato all’immaginazione di chi le guarda e che può completarle con il proprio personale sentire.

Nelle sculture di Gaigher tornano alcuni temi come un filo rosso che attraversa la sua produzione: sono quelli del valico, del di là, del velo che copre ma lascia intuire, del segno che dice e non dice. Tracce di lettura che spingono a un confronto filosofico e religioso con l’alterità. “La vita, il mondo, insomma, o l’Orizzonte del Senso, sono i confini entro i quali la sua estetica si articola. Arte per pensare.”

“La metafisica di Gaigher si sposa perfettamente con le opere del Museo della Collegiata. Abbiamo scelto di inserirle nel percorso di visita aperto nel 2013, proprio per creare un dialogo, un’inclusione, per dare al visitatore la possibilità di creare relazioni tra le opere antiche e quelle contemporanee, dichiara Federica Armiraglio, conservatore del Museo e curatrice della mostra insieme allo scultore. Per suggerire così come quello dell’arte sacra sia un filone creativo ininterrotto e per mettere a confronto opere nate nei secoli passati con una funzione precisa ed esplicita – calici, portareliquie, croci – con le creazioni odierne di Gaigher, dove il rapporto con l’infinito è mediato dagli occhi di chi osserva”.

“Affinché il Museo della Collegiata diventi sempre più punto di riferimento culturale per il nostro territorio – aggiunge Dario Poretti, direttore del museo – siamo consapevoli di non poter limitarci a conservare e valorizzare il nostro grande patrimonio, ma di essere chiamati ad accogliere nuove responsabilità: ad aprirci al presente per animare la vita dell’uomo di oggi, la cultura del nostro tempo”.

La mostra, che dà il via agli eventi programmati dal Museo della Collegiata per festeggiare i 20 anni di fondazione dell’AMEI, l’Associazione dei Musei ecclesiastici italiani, sarà visitabile fino a domenica 16 ottobre.

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