Altro che secoli bui! Come dimostrano una serie di iniziative dedicate, su Internet (ma non solo), alla grande mistica tedesca, patrona d'Europa.

Ildegarda di Bingen

Cos’hanno in comune un gruppo di studenti salernitani e una Badessa anticonformista? A prima vista, niente. Ma se sotto la lente, appunto, c’è la “visione” di uno dei periodi considerati, a torto, tra i più bui della storia, il web e i manoscritti medievali possono diventare, per una volta e in maniera totalmente inedita, reciproci alleati.

Facciamo un passo indietro: nel 2011 un gruppo di studenti dell’Università di Salerno ha fondato su Facebook, il social più popolare sulla rete, la pagina “Il Medioevo non è stata un’epoca buia!”. Oggi, sul web il gruppo ha superato i 3.000 iscritti – tra i quali autorevoli esperti del settore – ed è una delle pagine più frequentate.

L’ultima iniziativa, rimbalzata sui quotidiani nazionali e perfino sul paludatissimo sito della International Society of Hildegaard von Bingen Studies: il lancio di una sorta di “Ildegarda Day”, ovvero una catena di iniziative in tutta Italia dedicate ad una delle donne più straordinarie del Medioevo, Ildegarda di Bingen. Il tutto è nato dalla richiesta alle reti televisive nazionali, e in particolare alla Rai (che alla santa, proclamata dottore della Chiesa da Benedetto XVI, ha tributato una puntata di “Il tempo e la storia”, su Raitre e Rai Storia) di doppiare in italiano e trasmettere l’unico film finora mai dedicato a questa grande figura femminile: “Vision” di Margarethe von Trotta (2009), largamente ignorato e tuttora inedito in lingua italiana.

Nel film, una intensa Barbara Sukowa – la stessa protagonista di un altro film straordinario, sempre diretto dalla regista tedesca, “Hannah Arendt”, distribuito in Italia quest’anno soltanto in poche sale amatoriali – dà vita alla monaca e poi potente badessa, mistica e teologa, esperta di scienze e di medicina, compositrice di non meno di 77 inni musicali (alcuni dei quali ancora eseguiti), consigliera politica di vescovi, abati e imperatori, spesso fronteggiati e combattuti apertamente, come nel caso di Federico Barbarossa.

Giovani ignoranti e illetterati, che abitano la Rete in maniera superficiale o perlomeno approssimativa: è un mito duro a morire, almeno quanto quello di un Medioevo considerato artificiosamente come “età di mezzo” in base ad una convenzione nata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, con l’esplosione del Rinascimento.

Giovani e Medioevo, accomunati da un pregiudizio negativo. Ma è proprio vero, come molti purtroppo continuano ancora a credere, che Medioevo è sinonimo di barbarie e di “ritorno all’indietro”? I giovani internauti, con forza, ci dicono di no. Diamogli ascolto, per una volta, noi eredi di Dante che nelle nostre scuole tendiamo a saltare a più pari questi dieci secoli scomodi. Impariamo, per una volta, dai nostri figli, che non cessano di stupirci per la loro voglia di “sparigliare”, nonostante tutto.

Anche Ildegarda, del resto, era una che “sparigliava”, quando abbandonava il convento per andare a predicare o a rimettere in carreggiata i potenti del suo tempo. Donna moderna e in anticipo sui tempi, “sparigliava” con le sue idee di riforma. Proprio come fa oggi Papa Francesco con la sua Chiesa “in uscita”.

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