Redazione

L’importanza di una corretta amministrazione dei beni ecclesiastici, come ricorda mons. Carlo Redaelli, Vicario generale e presidente del Comitato per gli Enti e beni ecclesiastici della Cei, era già presente nei padri conciliari. Ancora oggi alle parrocchie è chiesta «l’osservanza delle disposizioni normative, la partecipazione dei laici e l’esclusiva destinazione dei beni al culto, al mantenimento del clero e delle opere di apostolato e carità».
«Per rispondere alle continue sollecitazioni delle oltre 25.000 parrocchie italiane che chiedono strumenti chiari e precisi per affrontare le problematiche legate all’amministrazione dei propri beni – scrive mons. Redaelli nella prefazione -, è stato preparato questo volume grazie all’esperienza degli uffici amministrativi e legali di alcune Curie diocesane e alla preziosa consulenza di professionisti ed esperti». Il testo infatti non nasce a tavolino, ma dalla pratica sul “campo”, come ha ricordato nei giorni scorsi presentando a Roma il volume. «L’opera – si legge ancora nella prefazione – affronta le molteplici e complesse situazioni che devono essere conosciute per poter amministrare e gestire con competenza e prudenza i beni ecclesiastici». (L.B.)

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