Nell’enclave ambrosiana in terra elvetica il cardinale Scola celebra la Messa nella parrocchia di San Zenone, per la festa del Santuario di Santa Maria dei Ghirli. Il parroco monsignor Mosca: «Speriamo che la visita del Cardinale dia energia al territorio, facendo emergere i valori e il senso della comunità di un tempo»

di Cristina CONTI

Santa Maria dei Ghirli_Campione d'Italia

Domenica 25 settembre il cardinale Angelo Scola si recherà a Campione d’Italia, enclave della Diocesi di Milano situata in territorio elvetico e facente parte della provincia di Como. Alle 10.30 l’Arcivescovo celebrerà la Sante Messa nella parrocchia di San Zenone (via Prepositurale).

«Abbiamo invitato il Cardinale un anno fa, in occasione dei restauri del nostro Santuario di Santa Maria dei Ghirli sul Lago Ceresio – spiega il parroco monsignor Eugenio Mosca -. La sua fondazione è antichissima (risale infatti all’epoca longobarda, tra il VII e VIII secolo) e col passare del tempo ha poi preso un aspetto barocco molto elegante. È ricchissimo di affreschi che risalgono a un periodo compreso tra il 1350 e il 1640 circa e di stucchi di Isidoro Bianchi (1581-1662), originario di Campione. Di particolare interesse sono la volta del presbiterio e la cupola, completamente affrescati e decorati dalla bottega dei Bianchi. La chiesa è infatti riferimento per i Maestri Campionesi distintisi nell’architettura, pittura e scultura tra il Medio Evo e il Cinquecento e poi negli stucchi e nella decorazione fino al Settecento. Il Santuario ha dunque una grande importanza artistica ed è un gioiello che gli svizzeri ci invidiano. La visita del Cardinale coincide con la festa del Santuario, che è anche festa del paese, ed è nostra tradizione ricordare in questa occasione gli anniversari di matrimonio e inaugurare l’inizio delle attività parrocchiali. La visita inoltre è molto gradita, perché l’ultimo Arcivescovo che abbiamo ricevuto è stato il cardinale Martini più di vent’anni fa».

Come avete preparato questo evento?
In vista della Festa della Madonna abbiamo pregato con la recita del Rosario e la celebrazione della Messa. La nostra parrocchia è piccola e lo sta diventando sempre più, perché il paese si è ormai ridotto ai minimi termini. Speriamo che la visita del Cardinale aiuti a rivitalizzare e a dare energia al territorio, facendo emergere i valori e il senso della comunità di un tempo.

Quali sono le caratteristiche del vostro territorio? La crisi economica si è sentita molto?
Siamo in territorio elvetico. Se da un lato la crisi economica si è sentita in termini di diminuzione del benessere, perché i guadagni non sono più quelli di un tempo, non ci sono situazioni di povertà come si possono invece vedere nelle località italiane vicino a noi. Anche se siamo oltreconfine, inoltre, non siamo svizzeri e questo pone problemi difficili da risolvere. Ci sono per esempio difficoltà di lavoro per i nostri giovani in Svizzera, a cui non è facile venire a capo. In paese le uniche attività sono quelle legate al Casinò, che non danno molte prospettive per il futuro. Le persone native di questo territorio si sono per la maggior parte trasferite in Svizzera perché è più conveniente. Sentiamo di rimbalzo il problema dei migranti e dei profughi che vengono dall’Africa. Ma qui non riescono ad arrivare perché siamo già oltreconfine. Da noi, invece, si è avuta molta immigrazione non povera, in prevalenza di russi, che oggi sono ormai il 10% della popolazione e che qui hanno fatto molti investimenti. Adesso il fenomeno si è un po’ attenuato per la difficoltà a trasferire da noi i capitali esteri. Gli stranieri immigrati qui comunque conducono una vita propria e non hanno nessun interesse a integrarsi con la comunità preesistente.

Ci sono attività particolari che gravitano attorno alla parrocchia?
No. Purtroppo non ci si ricorda più cos’è l’associazionismo. Il Casinò ha inciso molto sul modo di pensare e di vivere della popolazione. Nella seconda metà del secolo scorso il gioco d’azzardo ha assorbito tutto ed è difficile far capire che i beni materiali non possono soddisfare tutte le esigenze. Il Casinò infatti produce sì una ricchezza, che però da un lato è poco durevole e dall’altro non equivale a quella che nasce dal lavoro e dal sacrificio quotidiano, a cui corrisponde sempre anche una crescita umana.

 

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