I cattolici provenienti dal Paese dell'Est saranno una delle comunità etniche presenti al Pontificale delle Palme. Il cappellano don Marcel Mitilelu: «L'invito dell'Arcivescovo è stato accolto con molto piacere»

di Francesca LOZITO

comunità romena

Una comunità divisa in due: da una parte le famiglie che vivono a Milano, assieme, dall’altra quelle divise tra l’Italia e il Paese d’origine. È una pastorale che si occupa di accogliere e stare accanto a entrambe le situazioni, quella della Comunità cattolica romena nella diocesi di Milano. Come tutte le piccole comunità di stranieri, sarà in Duomo per il Pontificale della Domenica delle Palme. Una rappresentanza delle varie espressioni della presenza straniera in Diocesi, voluta fortemente dal cardinale Scola.

Don Marcel Mitilelu è il cappellano incaricato di seguire i cattolici romeni presenti nell’ambito della Chiesa ambrosiana. Padre Marcel svolge il suo ministero accanto alla comunità romena a Buccinasco. Una volta al mese celebra la messa a Vimodrone, dove c’è una forte presenza di suoi connazionali. «È difficile dire precisamente quanti siamo, perché tanti romeni sono inseriti nelle parrocchie. La cifra dovrebbe aggirarsi tra le mille e le duemila unità». Una piccola minoranza in patria, solo il 5%, una presenza qui a Milano divisa tra «donne che fanno le badanti e uomini che fanno i carpentieri – prosegue don Marcel -. Nel caso delle famiglie divise tra l’Italia e la Romania, è importante stare accanto alle persone direttamente, sostenerle nella fede e nel significato dell’esperienza che stanno vivendo nella lontananza».

Diverso è lo stile di approccio a quelle famiglie che sono invece qui riunite: «Nel loro caso cerchiamo di aiutarle a inserirsi nella loro parrocchia di appartenenza. Alcune di queste, infatti, vivono a molta distanza dalla cappellania. Lavorano e non possono muoversi molto». È importantissimo anche stare accanto ai bambini: «Invitiamo i genitori a inserirli negli oratori delle parrocchie di appartenenza. Sono una realtà importante nella diocesi, fondamentale per la crescita educativa. Quello di Buccinasco è molto grande, ci sono cinquecento ragazzi. È importante che i più piccoli frequentino questi posti».

Come si prepara la comunità romena a entrare nella Settimana Santa? «C’è una grande attenzione alla confessione. Tutti ci tengono a confessarsi per Pasqua». Oltre alla messa delle Palme in Duomo – «sono molto felici di parteciparvi e che il cardinale Scola lo abbia loro chiesto», dice don Marcel -, ci saranno poi due momenti comuni pensati appositamente per la comunità: «La messa vigiliare del sabato, che celebreremo alle 20, e la messa di Pasqua alle 11. Per il resto è difficile pensare a momenti per tutti, perché in settimana lavorano e per alcuni è difficile venire fino a Buccinasco. Al resto dei riti potranno prendere parte nelle parrocchie di appartenenza».

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