Questo il senso della celebrazione eucaristica che il Vicario generale presiederà nel Santuario di Somasca di Vercurago, nel giorno della festa del Santo

di Annamaria BRACCINI

monsignor Mario Delpini

È considerato il patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata e per farne memoria, nel giorno della sua festa liturgica, l’8 febbraio, molte celebrazioni ricorderanno San Gerolamo Emiliani (o Miani, come più propriamente andrebbe chiamato) a Somasca di Vercurago, nel Lecchese (ma in diocesi di Bergamo), dove la Novena è già iniziata il 29 gennaio e sarà venerata l’urna con le reliquie.

Molti i momenti ecclesiali e culturali previsti, dalla Messa di sabato 7, presieduta dal vicario episcopale per la zona di Lecco monsignor Maurizio Rolla, alle diverse Messe di domenica 8 (quella delle 9 sarà presieduta dal prevosto di Lecco, monsignor Franco Cecchin), mentre la solenne Eucaristia delle 10.30 verrà presieduta dal vicario generale della Diocesi di Milano, monsignor Mario Delpini. Ed è appunto lui a spiegare il perché di questa presenza. «Sarò nel Santuario di Somasca, dove San Gerolamo morì l’8 febbraio 1537, per rendere omaggio a un Santo che ha ancora tanto da insegnare oggi e il cui carisma è di grande attualità. Sarà anche un modo per ringraziare i Chierici regolari di Somasca, la Congregazione da lui fondata, per l’attività che svolgono nella nostra Chiesa ambrosiana».

Un impegno profuso, secondo il carisma del fondatore, a favore dei più disagiati e dei deboli, in diverse zone della Diocesi e a Milano, dove i Somaschi sono particolarmente attivi con la loro Fondazione. Religiosi e laici attenti alla cura della fragilità sociale e all’accoglienza soprattutto di madri maltrattate e di minori con l’Associazione Segnavia. Proprio nella Casa protetta “Primula” della Fondazione dei Somaschi nel Centro di piazza XXV Aprile a Milano, il cardinale Scola si è recato a Natale per portare il suo augurio a una quindicina di giovani donne. Senza dimenticare l’housing sociale, la vicinanza ai cammini di inserimento dei rom, l’educazione scolastica, l’impegno nella realtà parrocchiale di Trucazzano, la vicinanza a chi soffre di disagio psichico o è senza fissa dimora per cui, sempre in piazza XXV Aprile, si soccorre con un primo aiuto. Insomma, un «darsi sempre senza risparmio per servire i poveri», come raccomandava San Gerolamo.

Ti potrebbero interessare anche: