“Un poco per tanti” è l’iniziativa nata dalla parrocchia attraverso il locale Centro d’ascolto. Coinvolte associazioni e cooperative laiche. Da settembre raccolti 16 mila euro

di Cristina CONTI

Trezzo sull'Adda

Si chiama «Un poco per tanti» ed è un’iniziativa territoriale nata a Trezzo sull’Adda (Mi) nel 2013, per aiutare le persone in gravi difficoltà economiche. «Il progetto è partito perché abbiamo visto che, tra quanti si rivolgevano a noi, i problemi più diffusi erano quello della casa e quello della scuola – spiega Nazarena Bonomi, responsabile del Centro d’ascolto -. Così il parroco ha deciso di chiedere alla comunità parrocchiale di aiutare la città in maniera diversa, con un impegno concreto. Il nome della proposta, infatti, nasce dal desiderio di poter fare qualcosa (un poco) per tante persone».

Affitto, mensa scolastica, libri di studio. Sono solo alcune delle esigenze a cui cerca di rispondere questa iniziativa, che, oltre alla partecipazione della parrocchia, vede anche quella di alcune realtà locali. «È stata istituita una commissione con il coinvolgimento di associazioni e cooperative laiche sul territorio, con l’idea di rendere l’intervento più ampio e pronto a rispondere ai bisogni reali delle famiglie», aggiunge la Bonomi.

Dagli enti che si occupano strettamente dei problemi della casa, come Acli Casa e Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio), alla Cooperativa proletaria, fino alle realtà impegnate nel sociale, come il Centro di ascolto Caritas, l’Opera pia San Benedetto, la San Vincenzo e Progetto mondialità (Organizzazione non governativa che si occupa di volontariato internazionale). Il presidente, invece, è il decano, don Alberto Ceresa.

Il denaro viene raccolto attraverso un conto corrente su cui singoli cittadini, aziende e associazioni possono fare versamenti periodici. «Molte persone fanno anche bonifici mensili, le associazioni, generalmente a fine bilancio. Tutti coloro che donano rimangono comunque anonimi, perché soltanto il parroco può vedere chi ha fatto i trasferimenti di denaro», precisa la Bonomi. E il risultato, considerando la crisi economica, è stato apprezzabile. Da settembre la somma a disposizione è stata di 16 mila euro. Una somma di cui hanno potuto beneficiare molte famiglie italiane e straniere, in cui il capo famiglia ha perso il lavoro oppure con stipendi troppo bassi per sostenere le spese della casa e della scuola dei figli. «In particolare abbiamo dato aiuto a coloro che hanno ricevuto uno sfratto immediato, per accedere a un nuovo alloggio e, grazie all’aiuto dei nostri esperti, siamo riusciti anche a fornire consulenze su contratti e documenti bancari», conclude la Bonomi.

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