In Duomo l’incontro diocesano alla presenza dell'Arcivescovo. Sono oltre 6 mila i laici e i religiosi che in Diocesi hanno ricevuto il mandato di distribuire l’Eucaristia durante la Messa e in particolare agli ammalati

di Luisa BOVE

Monsignor Pierantonio Tremolada

Da oltre 30 anni la Diocesi ambrosiana può contare sul servizio pastorale di tanti ministri straordinari della Comunione eucaristica. «Sono figure relativamente recenti all’interno della Chiesa, ma a mio giudizio molto importanti», dice monsignor Pierantonio Tremolada, Vicario episcopale per l’Evangelizzazione e i sacramenti. Si tratta di laici, uomini e donne, ma anche religiosi e religiose che durante la celebrazione dell’Eucaristia aiutano sacerdoti e diaconi nella distribuzione della Comunione, ma soprattutto la portano ai malati e agli anziani nelle case».

Da quando esistono o quando sono stati introdotti formalmente?
A livello di Chiesa universale, le disposizioni circa il ministero straordinario della Comunione eucaristica sono contenute nell’Istruzione Immensae Caritatis del 29 gennaio 1973 della Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti, recepita poi dal Codice di diritto canonico nel can. 230, par. 3. Nella nostra Diocesi, i primi ministri furono istituiti nel 1981, un anno dopo l’inizio del ministero episcopale del cardinale Carlo Maria Martini.

Hanno un significato più teologico, spirituale o pastorale?
Direi sia teologico, che spirituale, che pastorale: teologico nel senso che il loro servizio è legato al mistero dell’Eucaristia in tutta la sua profondità e ricchezza; spirituale perché proprio questo servizio li sospinge a coltivare una spiritualità intensa e specifica; pastorale perché attraverso di loro la Chiesa compie la sua opera di evangelizzazione, facendosi vicino alle persone sofferenti e portando loro la consolazione di Dio.

Quanti sono i ministri ambrosiani?
Dagli archivi del nostro ufficio per la Disciplina dei sacramenti risulta che i ministri della Comunione eucaristica sinora nominati sono 6.824 . Il 60% sono donne, il 40% uomini. Il numero, come si vede, è notevole. Si tratta di un piccolo esercito di ambasciatori del Vangelo, una risorsa davvero preziosa. Grazie a loro e insieme a loro, ai loro volti, alla loro voce, ai loro gesti la presenza sacramentale del Cristo Risorto entra nelle case e visita chi sta attraversando momenti spesso difficili e dolorosi.

È il parroco a proporre questo servizio o sono i singoli a richiederlo?
Normalmente è il parroco (o il cappellano di ospedale o altra struttura sanitaria) che chiede di assumere questo compito. Lo fa rivolgendosi a persone che in coscienza reputa adatte a questo servizio. Più raramente sono singole persone a proporsi. In ogni caso, la richiesta in Curia deve essere sempre presentata dal proprio parroco. Questo servizio pastorale è di cinque anni, ma non si esclude che l’incarico possa essere rinnovato.

Quali sono i requisiti e quale l’iter per diventare Ministro?
Più che di requisiti parlerei di qualità, legate a quella spiritualità di cui si diceva sopra. Vedrei in particolare queste tre: un grande amore per l’Eucaristia, cioè per il Signore Gesù divenuto per noi pane di vita; una gioiosa umiltà nello svolgere il compito che viene affidato; un affetto sincero e una delicata attenzione nei confronti dei malati e dei loro familiari. Quanto alla preparazione, essa consiste concretamente nella partecipazione ad alcuni incontri che sono promossi dalle Scuole diocesane per operatori pastorali (Sdop)  e che vengono proposti sul territorio: i contenuti riguardano la formazione liturgico-spirituale, con un’attenzione specifica anche alla persona del malato. Naturalmente non si tratta imparare una tecnica. Potremmo dire che per un ministero come questo non si è mai preparati abbastanza. Sentire la distanza tra ciò che si è e ciò che si è chiamati a compiere farà bene a ogni eletto.

Per i ministri ci sono appuntamenti fissi organizzati dalla Diocesi?
Questo è un aspetto che mi sta particolarmente a cuore. Una volta ricevuto il mandato è importante che i ministri della Comunione eucaristica si sentano accompagnati dalla Chiesa negli anni in cui svolgono il loro servizio. Anzitutto, ognuno di loro è invitato a compiere il suo cammino di fede dentro la propria comunità cristiana, vivendo intensamente tutti i momenti che essa propone per la crescita spirituale di quanti la compongono. Vi è tuttavia anche una formazione specifica che è bene non trascurare. L’incontro che si terrà il prossimo 13 aprile in Duomo alle 15 per tutti i ministri straordinari sarà infatti l’occasione per vivere un momento forte di preghiera e di fraternità, per far sentire loro la riconoscenza del Vescovo e di tutta la Diocesi, ma anche per illustrare loro le vie di una formazione costante, che confermi e rafforzi la proposta pensata per loro in questi ultimi anni.

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