Durante l'udienza generale in San Pietro, alcuni quattordicenni ambrosiani partecipanti al pellegrinaggio in vista della Professione di fede hanno potuto avvicinare il Santo Padre. Ecco le loro impressioni ed emozioni

di Ylenia SPINELLI

14enni ambrosiani roma

Il pellegrinaggio dei 14enni a Roma, in vista della Professione di fede, si è concluso questa mattina in piazza San Pietro con l’udienza generale di papa Francesco. Sotto un cielo plumbeo, che però ha risparmiato la pioggia, più volte sono sventolate festanti le sciarpe gialle, segno di riconoscimento degli ottomila preadolescenti ambrosiani, che in questo modo hanno voluto manifestare tutto il loro affetto al Pontefice.

«La catechesi del Papa è stata sul tema della Risurrezione – spiega Luca Rampini, che sarà ordinato prete a giugno, e che ha accompagnato i 14enni del Decanato di Busto Arsizio -. Più volte il Santo Padre ha ricordato di cercare la felicità non in cose vane e passeggere, ma in Gesù Risorto». Il gruppo di Busto era un po’ lontano dal sagrato della Basilica, ma è riuscito a vedere il Santo Padre a pochi metri di distanza, quando ha fatto il giro della piazza con la papa mobile: per farsi notare ha alzato lo striscione “Pesca pure tra di noi”, in riferimento alla figura di Pietro con cui i ragazzi erano stati preparati al pellegrinaggio.

Più fortunati, invece, sono stati sei quattordicenni di sei diverse parrocchie della Diocesi, che alla fine dell’udienza hanno potuto salutare personalmente e stringere la mano al Papa. Tra questi, Elisa Artoni di Rovello Porro, che dice: «Io ero emozionatissima: papa Francesco non mi ha detto nulla, ma mi ha stretto forte la mano e mi ha fatto un sorriso…». Anche Filippo di Valmadrera ha potuto salutare personalmente Bergoglio e della catechesi ricorda che il Pontefice ha fatto ripetere a tutti, per tre volte: «Non cercate tra i morti colui che è vivo».

A un’ausiliaria diocesana il Papa ha raccomandato la preghiera, di cui ha molto bisogno, mentre a don Samuele Marelli, che guidava il gruppo in quanto responsabile del Servizio per i ragazzi, gli adolescenti e l’oratorio, ha assicurato la vicinanza a tutti i 14enni che faranno la Professione di fede. «Il pellegrinaggio a Roma è stato per i ragazzi un’esperienza di Chiesa universale – spiega don Marelli – perché hanno sostato sulle tombe degli Apostoli e hanno ascoltato le parole del Papa, il prossimo appuntamento sarà il pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese, un altro grande incontro di popolo, ma di carattere diocesano, con momenti di riflessione personale e preghiera». A colpire don Marelli sono stati gli sguardi dei ragazzi che, ancor prima dell’udienza, cercavano il Papa e, attraverso la sua figura, le risposte a tante loro domande. «Certo, in pochi hanno potuto salutare personalmente il Santo Padre – conclude il sacerdote -, ma sono sicuro che tutti i ragazzi si sono accorti che lo sguardo del Papa è ampio, capace di un grandissimo abbraccio».

Don Alberto Colombo, responsabile dell’équipe vocazionale del Seminario, torna invece a Milano con questa frase ascoltata in piazza San Pietro: «Quando la speranza non c’è più, sappiate che il Papa è vicino a voi!». Bergoglio l’ha pronunciata riferendosi in particolare a un video fattogli pervenire dagli operai di un’azienda di Piombino in crisi. «Dopo aver parlato di Risurrezione e vita, il Papa si è mostrato molto triste – ricorda don Colombo – e su tutta piazza San Pietro è sceso un silenzio tombale, che sicuramente ha colpito anche i nostri ragazzi. Questo pellegrinaggio rappresenta una goccia nel grande mare della vita, dove ciascuno è educato giorno dopo giorno; da parte mia sono orgoglioso di essere prete e di aver aiutato i nostri ragazzi a pregare, soprattutto preparando con loro la Messa di ieri con il cardinale Comastri».

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