Rinnovando una tradizione ormai consolidata, il cardinale Scola celebrerà la Messa alle 10. Poi visiterà l'hospice residenziale e il reparto dedicato ai malati di Sla

di Annamaria BRACCINI

Don Carlo Gnocchi e don Luigi Palazzolo, beati del “farsi prossimo” , paiono vegliare su questo luogo di sofferenza, ma soprattutto di cura, con un bel passato alle spalle radicato nel territorio e un grande futuro davanti. È l’Istituto Palazzolo, che dal 1998 fa capo alla grande “famiglia” della Fondazione Don Gnocchi, essendo oggi inserito nel “Polo Lombardia 2” della Fondazione, unitamente ai Centri “Girola” e a “Santa Maria al Monte” di Malnate. All’Istituto – come è tradizione, fin dai tempi del cardinale Martini – il cardinale Angelo Scola celebrerà l’Eucaristia per i malati e il personale nella domenica precedente al Natale, il 22 dicembre alle 10.

«È una consuetudine ormai molto attesa dai nostri pazienti, dai loro familiari, da medici e personale – spiega Maurizio Ripamonti, direttore del “Polo Lombardia 2” -. Quest’anno, dopo la celebrazione eucaristica, proprio a indicare la dinamicità del “Palazzolo”, accompagneremo l’Arcivescovo a visitare due nuove attività che sono nate presso il nostro Istituto. In primo luogo l’hospice residenziale per degenti oncologici e persone affette da malattie progressive a esito infausto, che conta dieci posti-letto. Entreremo poi col Cardinale nel reparto dedicato ai malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica – con 11 posti – dove abbiamo una struttura modernissima e d’eccellenza, con macchinari computerizzati che permettono a chi non riuscisse a parlare in modo intelligibile di comunicare via computer con i propri cari».

È prevista anche l’udienza con i responsabili e gli operatori della Fondazione?
Certo, come sempre: tuttavia quest’anno abbiamo pensato di invitare in modo specifico quanti, impegnati nella Fondazione, hanno di recente “allargato” la famiglia grazie a nuove nascite. Credo che sarà un momento bellissimo e “caldo”, nonostante il freddo di questi giorni…

Quali sono i “numeri” dell’Istituto?
I nostri ospiti residenti tutto l’anno sono seicento. Per quanto riguarda le attività sanitarie, abbiamo 210 posti-letto nella riabilitazione intensiva e in quella in regime ambulatoriale. Inoltre vorrei sottolineare che, da aprile, si è aperta “Casa Aurora”, un luogo di accoglienza per soggiorno temporaneo di 11 anziani autosufficienti, realizzata con la collaborazione dell’Associazione Sarepta e del Centro di Accoglienza Ambrosiano e col sostegno della Fondazione Cariplo.

Il “Palazzolo” è anche un laboratorio di convivenza culturale e multietnica…
Infatti. In Istituto abbiamo rappresentate ben trentuno nazionalità di ogni parte del mondo, arrivando praticamente a un’equa ripartizione tra personale di origine italiana e non. A tale proposito, organizziamo anche mercatini multietnici che hanno sempre molto successo e sono un’occasione per raccogliere fondi a favore delle attività della Fondazione. Mi piace anche ricordare che, per il 2014, è disponibile – e lo doneremo in anteprima all’Arcivescovo – un calendario con protagonisti i pazienti dei tre Centri del “Polo Lombardia 2”, che impersonano cantanti molto noti. Si chiama non a caso, “Sanremo famosi”…

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