Nel corso dell’assise, in programma a Gazzada, anche l'incontro con l'Arcivescovo sabato 3 maggio. Parla la Sorella maggiore Anna Maria Terzaghi

di Luisa BOVE

Anna Maria Terzaghi

Dal 30 aprile al 4 maggio si terrà a Gazzada l’Assemblea generale delle Ausiliarie diocesane. «Si ripete ogni tre anni ed è quello che gli istituti religiosi chiamano Capitolo», spiega la Sorella maggiore Anna Maria Terzaghi. Vi partecipano tutte le Ausiliarie, anche quelle di professione temporanea.

Come si svolge?
Di solito affrontiamo le questioni fondanti che riguardano la vita dell’Istituto. Nell’anno che precede l’Assemblea ci prepariamo su alcune tematiche che riteniamo più importanti e che valutiamo insieme come Sorelle e poi come Consiglio e sulle quali, eventualmente, prenderemo decisioni. Possono essere di vario genere: normanti oppure di indicazione o mandato alla Sorella maggiore e al Consiglio stesso. Noi ci incontriamo normalmente ogni tre anni, ma può essere convocata anche un’Assemblea straordinaria: è successo per esempio quando abbiamo approvato il nuovo Statuto. Poi all’interno dell’Assemblea, che è l’espressione dell’unità dell’Istituto, avviene anche il rinnovo delle cariche, quindi dei 4 membri del Consiglio e della Sorella maggiore. Invece l’assistente ecclesiastico (che attualmente è don Paolo Cortesi) riceve la nomina direttamente dall’Arcivescovo.

Alla vostra Assemblea interverrà anche il cardinale Scola…
Sì, l’Arcivescovo sarà presente la mattina del 3 maggio. È un’occasione molto importante perché il nostro non è solo un Istituto di diritto diocesano, ma con un carisma diocesano, per questo l’Arcivescovo è il nostro superiore. Con lui stiamo concordando alcuni contenuti dell’Assemblea, anche se abbiamo già alcune aree tematiche legate alla vita dell’Istituto. Non è la prima volta che un Arcivescovo partecipa all’Assemblea generale, anche se non è un obbligo. Per il cardinale Scola sarà il primo incontro importante con tutto l’Istituto.

Il vostro Istituto è costituito da donne consacrate per il servizio della Diocesi. Negli anni però ha trovato anche altri luoghi di apostolato diversi dalla parrocchia…
L’Istituto delle Ausiliarie diocesane è stato eretto nell’agosto del 1979 dal cardinale Colombo che ha riconosciuto questo Istituto a servizio della Chiesa diocesana, la cui principale espressione, in quegli anni, era appunto la parrocchia. Già 25 anni fa però alcune Ausiliarie svolgevano un servizio non prettamente parrocchiale.

E oggi in quali altri ambiti di apostolato siete presenti?
Siamo per esempio alla Caritas Ambrosiana, Area pastorale, Servizio civile e volontariato; al Centro di accompagnamento vocazionale; in due hospice, a Giussano e all’ospedale di Niguarda; al Tribunale ecclesiastico regionale e al Consultorio; alla Fom e in particolare all’Odl (Oratori diocesi lombarde); alla Fondazione Don Gnocchi presso il Centro “Girola”, la casa di riposo per anziani… Abbiamo avuto presenze in università, mentre in Curia abbiamo lavorato nell’ambito della catechesi e al Servizio per la famiglia. Infine abbiamo due sorelle in Camerun, nella diocesi di Maroua.

E queste destinazioni da chi vengono scelte?
Le decisioni sulle presenze pastorali (per esempio in una parrocchia) vengono confrontate con il Vicario generale, che conosce le situazioni e i sacerdoti, può dunque offrire indicazioni e suggerimenti importanti; inoltre abbiamo un confronto molto stretto con i Vicari episcopali di zona perché conoscono il territorio. Resta però l’autonomia dell’Istituto, siamo quindi noi a decidere se accogliere le varie richieste, perché conosciamo le nostre risorse e possibilità.

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