L’Arciprete monsignor Manganini sottolinea la straordinaria affluenza registrata per la visita all’urna del Borromeo

di Pino NARDI

Monsignor Luigi Manganini

«L’esposizione del corpo di san Carlo all’altare nel transetto di destra, chiamato di San Giovanni Buono, ha avuto un successo notevole. È stata una meta incessante per singoli fedeli, ma anche decanati, parrocchie, oratori, scuole cattoliche, per realtà come il Seminario diocesano, ma anche altri Seminari fuori Diocesi, comunità religiose, come pure per associazioni e movimenti, che hanno dato vita a significativi momenti di preghiera». Lo sottolinea con soddisfazione monsignor Luigi Manganini, arciprete del Duomo.

Qualche dato?
Per quanto concerne i Decanati sono stati 37, le parrocchie da sole sono state 72, così pure abbiamo registrato 98 oratori diocesani.

Quindi una presenza numerica notevole?
Sì, diciamo anche che l’afflusso dei singoli pellegrini è stato accompagnato dalla guida di 18 pannelli posti nella navata estrema di destra. Questi pannelli comprendevano note relative alla vita, all’azione pastorale di San Carlo e poi anche raffigurazioni prese da diverse fonti. Ovviamente per tutto l’anno sono rimasti esposti i cosiddetti Quadroni che generalmente lo sono solo per due mesi all’anno circa. In questo caso sono rimasti esposti per tutto l’anno.

Fino a quando rimarranno visibili?
Certamente fin dopo la festa di San Carlo. Vedremo se toglierli prima o dopo Natale, perché ci sono lavori in corso e bisogna fare i conti anche con questi.

Adesso le spoglie di San Carlo sono tornate in quello che viene popolarmente chiamato lo Scurolo della Cattedrale…
Comunque è sempre meta di preghiera, di devozione, soprattutto adesso, perché per una settimana l’urna di San Carlo è particolarmente ornata e quindi ancor più visitata.

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