A Fieramilanocity l’impegno contro la violenza sulle donne in uno stand con un percorso multimediale e in un seminario con esperti in programma sabato 16 marzo

violenza donne

Un percorso multimediale dedicato al tema del maltrattamento e della violenza sulle donne. È la proposta di Caritas Ambrosiana per “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che si svolgerà a Fieramilanocity il 15, 16 e 17 marzo.

I visitatori che entreranno nello stand allestito da Caritas Ambrosiana, sollecitati da video, immagini, suoni, sperimenteranno l’ambivalenza di gesti, espressioni, modi di comportarsi diffusi più spesso di quanto si creda nei rapporti tra uomo e donna. Gesti ed espressioni che potrebbero persino apparire manifestazioni di affetto, ma che in realtà rivelano pregiudizi, prevaricazioni, abusi. Dettagli sotto la pelle delle relazioni che, risalendo in superficie, possono manifestarsi in violenza. Fino alle estreme conseguenze.

Lo spazio in cui si svolge questo percorso è chiuso da pareti di tela montate su un’intelaiatura in legno. Nell’intercapedine che si crea tra le pareti, alcune sagome ritraggono un abbraccio tra un uomo e una donna, la stretta di un giro di valzer, ecc. Le stesse scene, velate dai teli, guardate dall’interno e con maggiore attenzione assumono un significato differente.

A modificare la percezione di ciò che si vede, è il passaggio nella “camera oscura”, un grosso cubo nero, posto al centro dello stand, nel quale viene proiettato un video, della durata di 10 minuti, dedicato alla storia di due coppie, una più giovane e una più anziana. Nella prima, i sintomi della violenza ci sono già tutti, ma è solo nella seconda che la malattia diventa conclamata.

Completano il video cartelli-manifesto, poster commentati da voci e proiettati sulle pareti nere sempre all’interno del cubo. Le immagini denunciano la discriminazione della donna nel mondo, l’utilizzo degradante che del corpo femminile fa la comunicazione pubblicitaria, la negazione della parità dei diritti sul lavoro, la differenza di modelli di comportamento inculcata sin dai primi anni di vita. Terminato il percorso sensoriale, si accede a un’ulteriore fase, quella della “messa in gioco”, della riflessione, curata e guidata da operatrici sociali ed esperte.

La visita dello stand “Non è amore” dura complessivamente 25 minuti e avviene in  gruppi in massimo da otto. Al termine è distribuito un dossier realizzato dall’area Formazione e dall’area Maltrattamento Donne di Caritas Ambrosiana. Lo stand è aperto per tutta la durata della Fiera ed è situato nel Padiglione 4.

Per approfondire il tema è previsto un incontro sabato 16 marzo, dalle 17 alle 18.30, nella Piazza Pace e Partecipazione -Pad.4, con padre Giacomo Costa (direttore di Aggiornamenti Sociali), Patrizia Farina (docente del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università Bicocca di Milano), Marina Ingrasci (Associazione Avvocati per Niente). La discussione è introdotta dall’attrice Greta Zamparini, che legge i post tratti dal blog al femminile la27esimaora.corriere.it

Inoltre sono presenti in fiera con le loro creazioni sartoriali (borse, cappelli, accessori per la cucina) le lavoratrici del laboratorio Taivè, un progetto promosso da Caritas Ambrosiana e attuato in collaborazione con la cooperativa di lavoro Ies (Impresa Etica Sociale), che ha dato vita a una stireria-sartoria nella quale sono impiegate donne rom di diverse nazionalità.

Il fenomeno e il Se.D.

La Caritas Ambrosiana si occupa di maltrattamento intra-familiare dal 1994 con un’apposita area e un servizio specifico (Se.D. -Servizio Disagio Donne). Nel triennio 2009-2011 sono pervenute al Servizio 570 telefonate di richiesta di aiuto, 239 provenivano da donne italiane e 331 da straniere; l’ascolto e l’accoglienza delle loro richieste ha condotto a ospitare alcune donne in strutture residenziali della rete Caritas e ad accompagnarne altre presso i servizi territoriali, poiché disponevano autonomamente di un’abitazione alternativa, oppure non era necessario l’allontanamento dalla propria.

Questi dati sono solo la punta dell’iceberg: sono molto di più le situazioni accolte nei Centri di ascolto della Diocesi, o ascoltate dai sacerdoti nelle parrocchie o accolte da altre strutture pubbliche e private. A livello generale non esiste una raccolta dati sistematica.

In Italia, secondo un’indagine Istat ormai datata (2007), erano 6 milioni e 743 mila le donne tra i 16 e i 70 anni che dichiaravano di essere state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita; 6 milioni e 92.000 quelle che hanno subito violenza psicologica. Si stima che in circa il 95% dei casi, la violenza – perpetrata da un partner o da un non partner – non è denunciata. Nel 2012 in Italia 118 donne sono state uccise dai loro mariti, compagni, fidanzati.

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