In Sardegna l’appuntamento annuale di riflessione e condivisione sul tema “Vivano con lode senza ambire la lode”

Ordo virginum

A Orosei (Nuoro), dal 31 luglio al 3 agosto, si terrà l’appuntamento annuale di riflessione e condivisione per l’Ordo virginum delle diocesi che sono in Italia. Il tema scelto, “Vivano con lode senza ambire la lode”, è tratto dal rito di consacrazione delle vergini e offre l’occasione di approfondire un carisma antico – risalente ai primi secoli del cristianesimo – e allo stesso tempo nuovo, perché vivificato dal Concilio Vaticano II.

Ad accogliere le partecipanti ci saranno tra gli altri monsignor Mosè Marcia, Vescovo di Nuoro, monsignor Mauro Maria Morfino, Vescovo di Alghero-Bosa e Delegato della Conferenza Episcopale Sarda per la Vita Consacrata, monsignor Antioco Piseddu, Vescovo di Lanusei, monsignor Paolo Atzei, Vescovo di Sassari, e monsignor Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari e Presidente della Conferenza Episcopale Sarda: è sicuramente un segno di grande attenzione e cura per questa forma di vita consacrata, che nelle Chiese locali nasce e si radica.  Interverrà inoltre padre Silvano Maggiani, osm, docente di liturgia a Roma presso la Pontificia Facoltà teologica “Marianum” e il Pontificio Istituto Liturgico S. Anselmo, che offrirà spunti di riflessione con la sua relazione sulla costituzione conciliare Sacrosanctum concilium.

A rendere ancora più prezioso l’incontro nazionale contribuirà la presenza di monsignor Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini e Presidente della Commissione Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata, che presenterà alle partecipanti la nota pastorale Cei sull’Ordo virginum, recentemente pubblicata. Il documento, che si propone come uno strumento di conoscenza e approfondimento del carisma della verginità consacrata nel mondo e, al tempo stesso, di incoraggiamento nell’accoglienza di questo dono dello Spirito Santo per «favorirne la crescita per l’utilità di tutti nell’armoniosa sinfonia della carità», delinea le caratteristiche essenziali di questa forma di vita consacrata tanto antica nelle sue origini, eppure così attuale nel rispondere alle attese di oggi.

Vi si legge: «Le vergini consacrate non si distinguono per l’abito che portano, né per l’appartenenza alla comunità di un Istituto religioso, ma sono impegnate a testimoniare la loro consacrazione e a essere richiamo profetico all’assoluto dei valori del Regno, anche nella disponibilità ad assumere specifici compiti ecclesiali per l’edificazione della comunità cristiana. Inoltre la partecipazione attiva alla vita culturale e civile deve essere considerata come espressione caratteristica della vocazione delle vergini consacrate, che contribuiscono così a rinnovare, secondo lo spirito del Vangelo, il contesto sociale in cui sono inserite».

Sponsalità con Cristo, radicamento nella Chiesa diocesana e presenza operosa nel mondo: questi sono gli elementi distintivi che emergono dal rito di consacrazione delle vergini e dal canone n. 604 del Codice di Diritto Canonico, perché «esprimano nella vita quanto hanno ricevuto con la fede» (dal Messale Romano).

Info: www.ordovirginum.it    

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