Il portavoce vaticano padre Lombardi spiega i “livelli di segreto” a cui è tenuto il Collegio cardinalizio. Nelle Congregazioni in corso una riflessione a tutto campo, che tocca temi importanti per la vita della Chiesa

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Città del Vaticano 4 Marzo 2013 - Aula Nuova del Sinodo I cardinali elettori presenti a Roma si riuniscono per la 1a Congregazione Generale in preparazione del Conclave nella Cappella Sistina

«Spetta al Collegio cardinalizio assumersi la responsabilità e decidere una linea di condotta», in materia di riservatezza e di rapporti con la stampa, ma la riservatezza è comunque e sempre «un forte impegno morale», che consente di «conservare la libertà di coscienza e l’impegno a votare ciò che sembra il meglio davanti a Dio». Lo ha detto padre Lombardi, che nel briefing seguito alla quinta Congregazione ha smentito le indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbe stata letta, nelle Congregazioni, una “lista” in cui alcuni cardinali venivano accusati di aver violato la segretezza.

Ci sono tre livelli del segreto, ha ricordato il portavoce vaticano: «Il livello di impegno del giuramento all’entrata del Conclave», che è «altissimo» e per il quale occorre regolarsi graviter onerata conscientia; il livello del giuramento prima delle Congregazioni, che «è serio, come tutti i giuramenti fatti sul Vangelo, ma che è da interpretarsi con maggiore flessibilità, fatto salvo tutto ciò che attiene all’elezione del Romano Pontefice». «Ciò non toglie però», ed è questo il terzo livello, «che il Collegio cardinalizio possa darsi regole di riservatezza più strette», ha puntualizzato padre Lombardi, ricordando a questo proposito che nelle Congregazioni che hanno preceduto lo scorso Conclave «i cardinali avevano detto pubblicamente che avevano votato all’unanimità di non dare interviste», andando quindi «al di là del giuramento» stesso. C’è un giuramento apposito anche per tutte le persone addette al Conclave, che avviene nella Cappella Paolina qualche giorno prima del Conclave.

Anche “Vatileaks” tra gli argomenti del dibattito

«I cardinali che si preparano ad una decisione così importante svolgono un’attività di riflessione a tutto campo»: alla domanda se anche “Vatileaks” sia un argomento trattato nelle Congregazioni generali dei cardinali, padre Lombardi ha risposto in questi termini. «Che tra i cardinali si parli di questi argomenti, come di tanti altri argomenti importanti per la Chiesa, è assolutamente ovvio», ha spiegato il portavoce vaticano, ricordando che i porporati «si preparano per l’elezione informandosi e chiedendo le informazioni che ritengano utili». «Penso che parlino anche di questo e di molte altre cose – ha aggiunto -, come l’evangelizzazione, la Santa Sede e i rapporti con gli Episcopati, la situazione della Chiesa nel mondo e i suoi problemi principali, l’ecumenismo».

Perché non c’è ancora la data

«È molto normale e molto saggio che non si decida» ancora la data d’inizio del Conclave. Padre Lombardi ha spiegato che i cardinali «devono arrivare a eleggere il Papa con una procedura precisa che prevede di entrare nella clausura stretta e di fare una votazione dopo l’altra, con un tempo stabilito e intenso, quattro votazioni al giorno». Ciò significa, in Conclave, «non avere più molto tempo per parlare e riflettere tra una votazione e l’altra». I cardinali, dunque, «devono arrivare a questo momento con tutte le informazioni utili per un giudizio maturo e responsabile per una cosa così importante, che fa stare la Chiesa con il fiato sospeso e che è il fine per cui sono stati fatti cardinali». Quella di oggi, che fa seguito alla rinuncia di un Papa, è per di più «una situazione abbastanza nuova», nella quale per il portavoce vaticano «è opportuno muoversi prudentemente». Il compito del decano del Collegio cardinalizio, inoltre, è quello di un primus inter pares che si pone «al servizio» del Collegio stesso, e non vuole «imporre un ritmo di marcia». La data, dunque, verrà decisa quando al Collegio sembrerà che ci sia «un sufficiente consenso di aver concluso» questa tappa «fondamentale» di pre-Conclave.

Fervono, intanto, i lavori nella Cappella Sistina: anche oggi sono state proiettate per i giornalisti, nella sala stampa della Santa Sede, le immagini del Centro televisivo vaticano. È stato mostrato, in particolare, l’oscuramento delle vetrate proprio al limite della zona del Conclave, in modo tale che da fuori non si possa vedere distintamente all’interno dell’area che costituisce il Conclave. Poi sono state mostrate le operazioni di montaggio del pavimento. Domani saranno mostrate le stanze della Domus Sanctae Marthae, dove abiteranno i cardinali durante il Conclave. Il montaggio del camino per la fumata non è stato ancora stabilito, visto che non è stato ancora deciso l’inizio del Conclave.

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