Redazione

Sfratti, licenziamenti, fallimenti, malattie: sono tante le cause che possono portare sull’orlo della povertà famiglie e persone “normali”. È lì che Caritas interviene con Carta equa, per ridare un minimo di stabilità alla persona e permetterle di ripartire con le proprie gambe.

di Filippo Magni

«Il profilo di chi richiede Carta equa è quello che si può definire di persona “normale”». È così che Angela Signorelli, dell’osservatorio Caritas ambrosiana, descrive le persone che ha incontrato nello sviluppo del progetto di solidarietà legato ai supermercati Coop. Le situazioni di cittadini che arrivano a non avere i soldi per mangiare, spiega Signorelli, «non sono di grave emarginazione, né hanno caratteristiche di cronicità, ma sono accomunate da una concomitanza di eventi che ha fatto precipitare le famiglie da una condizione di vita dignitosa a quella di dover dipendere da altri per il proprio sostentamento». E in questi casi anche chiedere un aiuto è difficile, spesso chi è nel bisogno tende a vergognarsi della propria condizione e fatica a trovare un modo per uscire dal pantano in cui si trova. «In questo senso, Carta equa è un ottimo strumento, perché rispetta in pieno la dignità della persona che la ottiene: consente di comprare (con un tetto massimo di spesa e per un massimo di 3 mesi sotto monitoraggio dei volontari Caritas) gli alimenti che si preferiscono e a cui si è abituati».

Tra il 2004 e il 2007 sono state distribuite quasi 600 carte, con una media stabile di 160 all’anno e per un importo totale di ben 270,000 euro: una solidarietà di ampie dimensioni. Chi richiede Carta equa spesso è spinto da problemi, spiega la Signorelli, che possono essere raggruppati in 5 ambiti: Economici: diminuzione del reddito oppure insufficienza del reddito in seguito a una nascita, a debiti contratti per mutui, utenze domestiche e credito al consumo. Lavoro: disoccupazione, irregolarità, licenziamento, fallimento o flessibilità, che se non è scelta viene subita da famiglie che al contrario avrebbero bisogno di stabilità. Salute: malattie improvvise, disabilità, depressione, malattia psichica. Famiglia: separazione o divorzio, abbandono, che dimezzano improvvisamente il reddito familiare senza veder calare sensibilmente le spese. Abitazione: affitto, rate di mutui non adeguati, sfratti.

Carta equa giunge in soccorso di chi ha bisogni immediati, conclude Signorelli, «pur non essendo così povero da aver diritto a un sussidio. Il suo compito principale è arginare l’emergenza momentanea, evitando così che la famiglia sprofondi in situazioni di sovraindebitamento o di povertà dalle quali diventa difficile risalire.».

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