Redazione

Il pellegrinaggio in Terra Santa è un singolare momento di grazia. Annunciandolo nel Te Deum del 31 dicembre 2006, il cardinale Tettamanzi ha descritto la sua essenza in un «appello forte alla fede e alla conversione, ma anche a una fervida implorazione per la pace».

Unica, però, è l’occasione che l’ha promosso: gli 80 anni del cardinale Martini e il 50° di ordinazione presbiterale del cardinale Tettamanzi costituiscono il motivo essenziale di gratitudine al Signore. Celebrati insieme, i due importanti anniversari «dicono il senso di un cammino diocesano capace di continuità pastorale nella piena originalità del dono di ciascuno».

Da questa riconoscenza per la grazia del ministero pastorale è venuta anche l’indicazione di un tema particolare di riflessione e preghiera: «Il pellegrinaggio, anche per chi lo accompagnerà da casa nella preghiera, vuole porre in evidenza il tema della chiamata evangelica e il dono da chiedere a Dio di nuove vocazioni di speciale consacrazione, soprattutto per il ministero presbiterale». Per questo la preghiera dei pellegrini si soffermerà soprattutto sui «luoghi della chiamata», per gustare di nuovo il fascino di quel “lasciare tutto” per seguire Gesù e invocare la grazia al Padrone della messe.

Anche la presenza dei diaconi e dei seminaristi di V teologia assumerà il volto di una testimonianza promettente e vivace. A questo si aggiunge un ulteriore motivo di intercessione: «Al Signore Gesù e a Maria, madre della Chiesa – indica ancora il cardinale Tettamanzi – affideremo il cammino di discernimento sul Seminario, che è stato avviato nell’anno trascorso e che dovrà arrivare nei prossimi mesi ad alcune coraggiose decisioni in vista di una maggiore fedeltà al momento di Chiesa che stiamo vivendo, al volto di prete che esso domanda e alle risorse umane da impiegare e alle strutture da utilizzare».

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