Redazione

La mostra sviluppa attraverso i venti pannelli, due percorsi paralleli. Il tema della gioia si presenta come filo conduttore di molti scritti del cardinale; il sorriso, invece, è raccontato in un percorso fotografico che evidenzia l’entusiasmo del pastore tra la sua gente. La serie è introdotta da un pannello che offre una spiegazione dello stemma episcopale del Cardinale.

di Roberto Rossi

In ogni sua visita nelle parrocchie della Diocesi, al termine della celebrazione il nostro Arcivescovo è solito fermarsi ai piedi dell’altare disponibile a stringere la mano a tutti quelli che lo desiderano, a raccogliere una confidenza o una richiesta di preghiera, certamente a donare un sorriso. E questa processione spesso si protrae a lungo, anche quando la fatica dopo una solenne celebrazione suggerirebbe di ritrarsi per un riposo pur breve. Confida il nostro Cardinale: «Forse la gente non ricorderà le parole che ho rivolto, ma della stretta di mano, sì!». E, mi permetto di aggiungere, anche del suo sorriso che fa trasparire la gioia.

Proprio questa gioia ha attirato l’attenzione dei seminaristi di III teologia intenti a realizzare, per la Festa dei Fiori dello scorso 8 maggio, una mostra per festeggiare il cinquantesimo anniversario di ordinazione presbiterale del Cardinale Tettamanzi. Una gioia che vuole essere un programma di vita, perché essa è annunciata dal suo motto episcopale: «Gaudium e pax» (Gioia e Pace). E sebbene il suo temperamento predisponga a far trasparire la contentezza di una vita dedicata a Dio, tuttavia il sorriso e la gioia vogliono essere, intenzionalmente, il segno di una cura premurosa del buon pastore nel compito non facile di essere guida della nostra grande Diocesi. Inaugurando la mostra in occasione della Festa dei genitori dei seminaristi, lo scorso 1° maggio, l’Arcivescovo ha chiesto: «Devo sorridere o no?». Unanime la calorosa risposta: «Sì!».

E così proprio dal sorriso e dalla gioia prende le mosse la mostra che i seminaristi hanno dedicato al loro Arcivescovo. Essa sviluppa, attraverso i venti pannelli, due percorsi paralleli. Il tema della gioia si presenta come filo conduttore di molti scritti del cardinale; il sorriso, invece, è raccontato in un percorso fotografico che evidenzia l’entusiasmo del pastore tra la sua gente. La serie è introdotta da un pannello che offre una spiegazione dello stemma episcopale del Cardinale e un altro che riporta le parole oranti dell’allora Arcivescovo Montini rivolte nell’omelia agli ordinandi presbiteri del 1957, tra i quali era presente Dionigi Tettamanzi: «O Signore, dà a questi tuoi ministri un cuore puro, capace di amare Te solo, con la pienezza, con la gioia…».

Poi, riprendendo il motto episcopale, la mostra mette in evidenza come la gioia sia stata coniugata in diversi ambiti dell’attività pastorale del Card. Tettamanzi; così ogni pannello titola: «Gioia e…»: cristiani oggi, famiglia, giovani, missione, santità, sofferenza, vita del prete, vocazione. Alla fine del percorso, campeggia in primo piano il profilo dell’Arcivescovo, assorto nella preghiera, mentre regge il pastorale di san Carlo. Sotto, a commento e a conclusione della mostra, i seminaristi hanno dedicato le seguenti parole: «L’accostamento di immagini e testi ci ha parlato del pensiero e dell’agire del nostro Arcivescovo in questi anni. Di qui nasce anzitutto la riconoscenza al Signore per il dono del Cardinale Tettamanzi e la coscienza dell’importanza di comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, ma sempre con il sorriso e la gioia di una vita dedicata a Dio. Grazie Eminenza e… ad multos annos».

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