Si sono svolti il mese scorso coinvolgendo 30 partecipanti in collaborazione con la Commissione sport della diocesi e la Scuola regionale del Coni

A Verbania corsi residenziali per giovani allenatori

Non è uno dei tanti moduli praticati sui campi sportivi ma l’itinerario di un cammino “Who, What, How” (chi, che cosa, come) proposto a un gruppo di giovani allenatori tra i 15 e i 20.
In trenta il mese scorso si sono ritrovati a Verbania per vivere questo momento formativo organizzato dalla Commissione diocesana per lo sport di Milano in collaborazione con la Scuola Regionale del Coni. Un’esperienza unica nel suo genere. Nelle parole di don Alessio Albertini, segretario della Cds, il motivo di queste giornate: «Abbiamo voluto valorizzare tutti quei giovani che all’interno dei nostri oratori si sentono portati ad offrire il loro tempo nei gruppi sportivi. Anche a loro è chiesto di formarsi e non sentirsi pronti solo per passione».
Chi si occupa di sport ha una grande opportunità educativa sia per il tempo che condivide con gruppo di ragazzi (circa 240 ore annuali), sia per l’empatia che si crea tra allenatore e piccoli atleti.
Come rendere efficace e arricchente questa occasione?
E’ questa la domanda che ha guidato le lezioni che si sono alternate tra l’aula e i campi, arrivando alla conclusione che «lo sport per i bambini è soprattutto gioco», e come tale va guidato.
Che mister vuoi diventare? Al servizio dei ragazzi o dei risultati? Come servire i ragazzi? Prendendo seriamente la loro voglia di correre, saltare, giocare, stare insieme. Come parlare? Una buona comunicazione aiuta l’efficacia dell’azione. Un allenamento non si improvvisa ma si prepara. Queste le tematiche affrontate che hanno suscitato grande interesse e tanto entusiasmo quando si è trattato di immedesimarsi nei giovani atleti in una sorta di gioco di ruolo.
«E’ stato arricchente per tutti. Ho imparato tante cose nuove», il commento di qualcuno dei partecipanti. «Mi è piaciuto anche vivere insieme queste giornate», a premiare la vita comunitaria essenziale per questo «corso» animato dall’allegria e dal’entusiasmo dei giovani allenatori (15-20 anni) e dalla passione dei docenti.
Il tutto si è concluso con un mandato, nell’Eucarestia di domenica 3 luglio: anche la figura dell’allenatore è un servizio prezioso dentro la comunità cristiana, e anche a loro è chiesto un serio cammino di maturazione umana e cristiana, convinti sempre più che si educa attraverso quello che si dice, ancor di più attraverso quello che si fa, ma ancor meglio attraverso quello che si è.
Quest’esperienza «ci auguriamo – conclude don Alessio – che sia la prima di una serie, ma anche l’inizio di un’attenzione specifica ai ragazzi di quest’età che si sentono più portati a lavorare nello sport, anziché in altri ruoli educativi dei nostri oratori», un ringraziamento anche all’Istituto del Credito Sportivo, la Figc, la Fipav e la Scuola dello sport del Coni Lombardia che, in tempi di alleanze educative, hanno voluto condividere con la Commissione diocesana per lo sport queste giornate.

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