Tra i 18 catecumeni che hanno ricevuto i sacramenti dall’Arcivescovo nella Veglia di Pasqua in Duomo, Alil Elia Llanaj spiega: «Da piccolo magari non sai neanche cosa vuol dire ricevere il Battesimo, da grande credo sia ancora più bello»

di Luisa BOVE

Alil Elia Llanaj

Alil Elia Llanaj (27 anni) e sua sorella (23 anni) hanno ricevuto il battesimo ieri sera in Duomo. «Un grande onore per noi – dice il giovane – perché non è da tutti ricevere direttamente dall’Arcivescovo i sacramenti. Io l’avevo sempre visto per televisione…», precisa. Il suo primo incontro con il cardinale Angelo Scola è stato settimana scorsa alla Veglia in Traditione Symboli: «Vedendo Gesù sulla croce e ascoltando le parole dell’Arcivescovo mi sono emozionato tanto: avevo le lacrime agli occhi… Anche quando mi ha consegnato il lumino tremavo e poi la benedizione finale…».

Alil, di origine albanese (Valona), è arrivato in Italia nel 2004, fa il metalmeccanico e ora vive a Dairago, dove frequenta la chiesa di San Genesio. Spera di sposarsi presto con Denise, la sua ragazza. Intanto a fare da padrino è stato proprio il suo futuro suocero: «È molto bello e ha accettato subito appena gliel’ho chiesto. Non abbiamo parenti molto vicini e poi sono stati loro a presentarci alla comunità cristiana di Dairago, perché siamo stranieri. Io vado al lavoro e mia sorella all’università, non ci conoscevano; ma adesso invece tutto il paese…».

Inutile dire la grande riconoscenza nei confronti della famiglia molto credente di Denise. «Anch’io ho sempre creduto in Dio – ammette Alil -, ma poi, vivendo in un Paese dove la religione non veniva praticata negli anni della dittatura (che io per fortuna non ho conosciuto), siamo rimasti indietro con la conoscenza del cristianesimo. Io sapevo solo che c’era un Dio che aveva mandato suo figlio sulla terra, ma non conoscevo la storia della Chiesa se non attraverso racconti o film».

Quando Alil è arrivato in Italia, grazie agli amici e alla sua ragazza, ha iniziato a frequentare la Chiesa cattolica. All’inizio ha vissuto a Cremona e «anche se parlavo bene l’italiano dicevo le preghiere nella mia lingua». Poi, in questi anni, ha approfondito le sue conoscenze di fede anche attraverso il cammino di catecumenato. «Ringrazio tutti di cuore: la mia catechista, il parroco, la famiglia, gli amici… Ho ricevuto i sacramenti da adulto e sono contento, perché questa è una mia scelta, da piccolo magari non sai neanche cosa vuol dire ricevere il Battesimo, invece da grande credo sia ancora più bello. Ho seguito un cammino per due anni, con i ritiri, la lettura del Vangelo e della Bibbia e ora sono felice di far parte della famiglia cristiana».

Per Alil «è un piacere entrare nella casa del Signore a Dairago»: frequenta sempre molto volentieri la Messa della domenica, anche se a volte i turni di lavoro non glielo permettono. Quella di oggi sarà una Pasqua speciale che non dimenticherà mai, festeggiata nella sua nuova famiglia e con la gioia di tutti.

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