Dai dati della Camera di Commercio di Milano, una su quattro teme di dover chiudere prima di passare il testimone alla generazione successiva


Redazione

03/12/2008

di Cristina CONTI

Circa 30 mila imprese familiari a Milano sono a rischio. Anche se oltre un’impresa su tre è ottimista, una su quattro prevede, se la crisi si aggrava, di non riuscire a completare il passaggio generazionale e di dover chiudere prima. Questi i dati della Camera di Commercio di Milano. E non mancano le conseguenze sull’occupazione.

Presto ci saranno circa 8 mila posti in meno, tra cui quelli per i figli. A Milano ogni anno circa un giovane su 10 trova lavoro nell’impresa di papà: sono circa 16 mila i posti lasciati liberi al discendente dai titolari anziani, su quasi 140 mila nuovi posti di lavoro creati ogni anno nel settore privato, tra assunzioni e creazioni di piccole imprese.

Una realtà tutta nostrana, quella dell’impresa familiare e generazionale: sul territorio sono 270 mila le imprese gestite col coinvolgimento dei parenti più stretti e la metà, circa 130 mila, sono ancora attive grazie all’ingresso dei figli.

Un modello soprattutto italiano, quello dell’impresa generazionale: dal confronto europeo emerge come la tradizione familiare in Italia sia il motivo più sentito nella creazione d’impresa in un caso su quattro (26%), mentre il dato europeo è pari al 23%: un vantaggio competitivo di oltre 300 milioni ogni anno. L’impresa generazionale vive in media mezzo secolo e dura da due generazioni in circa due casi su tre. Passa per linea maschile in quasi otto casi su dieci.

Spiccano quelli che hanno superato i cento anni, dalle piante Ingegnoli (1817) alla cappelleria Mutinelli (fine Ottocento), ma anche negozi storici come la Cappelleria Melegari, Grand Hotel et de Milan, “Margherita” (abbigliamento intimo), Ottica Chierichetti, Paladini (abbigliamento), Ristorante La Pobbia 1850, Walter di Teresa Valcasara, Zucca in Galleria – Caffè Milani.

«Siamo attenti a investire sulle imprese per la vera ricchezza del territorio, il capitale umano – dichiara Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano -. A partire dalle imprese di famiglia, che durano diverse generazioni e che caratterizzano il tessuto economico milanese, ma anche lombardo e nazionale. Con un occhio di riguardo ai giovani, a chi ha idee forti per lo sviluppo di domani, a chi sa mettersi in gioco e sa accettare sfide importanti. Un prezioso elemento di crescita e di prospettiva per tutto il territorio».

Sul tema la Camera di Commercio ha realizzato un libretto e un gioco di società di sfida tra imprese di famiglia per sopravvivere sul mercato. Si possono stampare gratuitamente dal sito internet www.mi.camcom.it

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