Redazione

La situazione in Cambogia non e’ semplice.
La storia di qualche decennio fa (anni settanta) ha drasticamente segnato questo Paese: anni di guerra civile sfociata poi con il tremendo periodo dei Khmer Rossi (75-79), in cui un terzo della popolazione e’ stato sterminato, fra omicidi e morti a causa di malattie e stenti.

L’ideale comunista e folle del leader Pol Pot aveva come fine il ricreare la societa’ "dell’uomo puro ", cioe’ non contaminato da nessun tipo di conoscenze, di abilita’. Doveva essere semplicemente un contadino e tutti dovevano essere contadini allo stesso livello. Non piu’ insegnanti, intellettuali, letterati.

Tutti questi erano considerati "traditori e contaminati", e quindi con l’unico destino: la morte. E la gente "semplice" veniva spostata dalle proprie case, le famiglie divise e insegnato loro, con veri e propri " lavaggi di cervello collettivi ", dell’esistenza di un’unica famiglia, in cui "il gruppo dei khmer rossi" (onka ) era la madre e Pol Pot il fratello maggiore. Si puo’ immaginare (e solo immaginare… nonostante tutto e’ troppo difficile capire fino in fondo cosa-come-perche’ sia successo) come questo abbia segnato anche il presente.

Infatti, quando la liberazione da parte dei vietnamiti e’ arrivata (7 gennaio 1979), i sopravvissuti hanno cercato di fare ritorno alla propria vita, ma il più delle volte era ormai troppo tardi.

Famiglie divise per sempre, parenti non più ritrovati, case occupate da estranei e per molti il ritrovarsi sposati con qualcuno che "l’onka" aveva assegnato.
Insomma, per i piu’ si e’ trattato di partire da zero!
Anche le semplici nozioni agricole erano state "disimparate" perché il modo di coltivare la terra era errato, incentrato sullo sfruttamento più assoluto della sola coltivazione di riso.

Anche a livello delle più semplici situazioni della vita c’era un certo imbarazzo perché nessuno sapeva più cosa e come fare!
Non c’erano più mamme o nonne per spiegare e tramandare la saggezza della vita. E’ un po’ in questo modo che si sono ricostituiti i villaggi… con povertà e ignoranza diffuse e radicate.

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