di MARIO
Il segretario

Il cardinale Carlo Borromeo è stato accolto con tutti gli onori, come da copione. Sarà perché è nipote del Papa, sarà perché è così giovane e sembra tanto timido, sarà perché il Re cerca buoni rapporti con la Chiesa, ad ogni modo complimenti, auguri e salamelecchi si sono sprecati. E adesso, dopo così poco tempo, già siamo agli incidenti diplomatici! Per la gran festa, preparativi solenni, paramenti e divise splendide, virtuosismi di musica e canti. Ma come si avvia il corteo, don Gabriel de la Cueva, duca d’Albuquerque, marchese di Cugliar, conte di Ledesma e Huelma, e non so che altro, governatore di Milano, si intromette e, con una faccia tosta da tirare schiaffi, rivendica il posto d’onore. Il Cardinale, si deve dire, non ha dato l’impressione di essere poi tanto timido. Il momento però è stato imbarazzante: tra dame e signori cominciavano i bisbiglii, tra i cerimonieri gli alterchi, tra la gente i sorrisi: «Ah, questi che si credono padroni del mondo!». L’incidente si è chiuso in fretta. La presidenza se l’è presa il Cardinale. Però don Gabriel de la Cueva, duca d’Albuquerque, marchese di Cugliar, conte di Ledesma e Huelma, e non so che altro, non si è più visto in Duomo. Ma questi signori vengono in chiesa per devozione o per esibizione?

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