di Nino PISCHETOLA
Redazione

L'urna di San Carlo

A quattrocento anni di distanza dalla canonizzazione, San Carlo Borromeo richiama in Duomo migliaia di fedeli che si mettono in fila per pregare davanti alla teca con le reliquie del Santo, esposta presso l’altare di San Giovanni Bono in occasione delle celebrazioni per il IV Centenario aperte dall’Arcivescovo l’1 novembre.
Torna dunque a risplendere l’urna di San Carlo, un capolavoro dell’arte orafa milanese del Seicento, che è stata sottoposta a pulitura dalla Veneranda Fabbrica del Duomo. Collocata all’interno della Cattedrale, nel cosiddetto Scurolo (o Cappella di San Carlo), l’urna con le spoglie del santo vescovo è meta di continua devozione. Ma, per una maggiore fruibilità, nel IV Centenario è stata portata sull’altare di San Giovanni Bono, cioè nel transetto destro del Duomo, e rimarrà così esposta ai fedeli fino al 31 luglio.
L’Arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, si dichiara sorpreso dall’affluenza record di fedeli: «Oltre ai grandi pellegrinaggi, come quello del 4 novembre della Diocesi di Lugano con 600 persone guidate dal loro Vescovo, c’è anche un afflusso continuo, che si intensifica in modo particolare il sabato e la domenica, di pellegrini isolati che sfilano davanti alle reliquie di San Carlo».
Sono già 15 i Decanati che hanno programmato un pellegrinaggio in Duomo nel periodo che va da Natale all’inizio della Quaresima; sono previsti anche dei pellegrinaggi parrocchiali, uno anche della parrocchia di Arona, luogo natale di San Carlo. Per i gruppi in pellegrinaggio, l’Arciprete tiene un momento di catechesi nella navata centrale ed è possibile anche la visita alla mostra che illustra le tappe salienti della vita di San Carlo.

Ti potrebbero interessare anche: