Imponente partecipazione popolare alla tradizionale festa della comunità peruviana milanese. Le parole del Moderator Curiae, monsignor Gianni Zappa

di Silvio MENGOTTO

Domenica 30 ottobre tutta la comunità peruviana di Milano si è data appuntamento in piazza del Cannone per celebrare l’annuale festa del Senor de los Milagros, con la consueta processione nelle vie della città.

Una preghiera che introduce la Messa dice: «Senor de los Milagros, a Ti venimos en procesiòn tu filies devotos a implorar tu benediciòn» («Signore dei Miracoli, a Te veniamo in processione come figli devoti a implorare la tua benedizione»). Dal 1996 i peruviani milanesi, insieme ai connazionali sparsi nel mondo, partecipano a questa celebrazione riuniti attorno all’effige a olio della santa trinità e di Gesù crocifisso, che la tradizione dice sia stata dipinta da uno schiavo nel Cinquecento. Oggi il quadro è l’icona della fede e dell’unità nazionale del popolo peruviano.

In piazza del Cannone la presenza di fedeli è altissima e traboccante (oltre 6000 persone, e la stima probabilmente è per difetto). Concelebrano monsignor Luis Bambaren Gastelmendi, il Moderator Curiae monsignor Gianni Zappa e don Giancarlo Quadri, responsabile della Pastorale diocesana dei Migranti. Presente anche il nuovo console peruviano a Milano, che saluta i connazionali e il nostro Paese che li ospita.

Monsignor Zappa reca il saluto fraterno del cardinale Angelo Scola insieme a quello del cardinale Dionigi Tettamanzi: nella piazza si alza spontaneo un fragoroso applauso, non di circostanza. Per monsignor Zappa la città di Milano «non ha bisogno di un po’ di folclore in più, ma ha bisogno di fede. E se la devozione al Senor de los Milagros è un segno di questa vostra fede, allora grazie, perché vuol dire che aiutate tutti noi a riportare in primo piano quello che è veramente essenziale, l’identità della fede cristiana che unisce tutti. È l’identità della speranza nel Signore nostro Gesù Cristo».

Una passione che trabocca dai gesti condivisi coralmente in una convivialità che esprime una fede genuina e contaminatrice, come tenere le mani alzate e unite con il vicino per pregare, indossare la veste viola, o morada (lo fanno anche i bambini, come vuole la tradizione), o cantare l’inno nazionale peruviano e italiano.

Le famiglie sono presenti con padri, madri, fratelli, figli e parenti. Monsignor Zappa ricorda anche che la Diocesi si sta preparando all’Incontro mondiale delle famiglie, che a Milano il prossimo anno vedrà la presenza di Benedetto XVI. Una presenza «importante per noi, perché il Papa viene anche per vedere questa fede. Una fede che deve essere del papà, della mamma, dei figli. Una fede che ha il sapore della pace, della fiducia nella vita. Vi chiedo: prepariamoci in modo che la nostra fede sia più trasparente, limpida e sincera».

Prima della processione, tutti i portatori della statua, rigorosamente vestiti della morada, ricevono la benedizione da monsignor Bambaren, inginocchiandosi con il viso a terra davanti al quadro del Senor de los Milagros. Per tutta la processione le donne, senza mai voltare le spalle al quadro, con un velo di pizzo bianchissimo sul capo incensano il percorso, quasi volessero purificare l’aria e la vita insieme al Senor de los Milagros. Un canto ripetuto spesso dice: «Lui è con noi, ma non lo conosciamo, lui è con noi, suo nome è il Signore. Suo nome è il Signore ed è affamato, e chiede per colui che ha fame, e molti lo vedono, ma passano senza guardarlo magari per arrivare presto al tempio. Suo nome è il Signore e sopporta la sete, ed è presente in chi ha voglia di giustizia, e molti che lo vedono passano senza guardarlo a volte occupati nelle loro preghiere».

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